La battaglia di Trentalange finirà al Tar del Lazio?
di Fulvio Bianchi
"Non ho nessuna intenzione di dimettermi". E' stato più che chiaro Alfredo Trentalange, capo degli arbitri, dopo la chiusura dell'inchiesta della Procura Figc sul clamoroso caso di Rosario D'Onofrio, l'ex procuratore Aia in combutta coi narcos (a proposito, è in carcere e non parla: non gli conviene). Trentalange è pronto allo scontro con Gabriele Gravina sino in fondo, sino al Tar del Lazio se necessario. Lo dimostra il fatto che il dirigente torinese, in carica dal 2021, non solo ha chiesto di essere sentito dal procuratore Chinè, e ne ha diritto, ma ha nominato quali suoi difensori il professor Bernardo Giorgio Mattarella, figlio del Presidente della Repubblica, l'avvocato Avilio Presutti, esperto di diritto amministrativo, e l'avvocato Paolo Gallinelli che fu anche il legale dell'ex arbitro De Santis in occasione di Calciopoli. Insomma, Alfredino, cresciuto ai salesiani, vuole dare battaglia: lunedì prossimo, 19 dicembre, è previsto un consiglio federale dove all'ordine del giorno c'è anche un punto che riguarda la "situazione Associazione italiana arbitri". Con "provvedimenti conseguenti". Insomma, se Trentalange non si dimette, e per ora non ci pensa nemmeno, Gravina avrebbe tutte le intenzioni di commissariare l'Aia (forse con Rocchi o Rizzoli). Ma ci sono gli elementi per farlo? E la Lega di serie A che comportamento terrà? E' giusto commissariare prima ancora del deferimento? Certo, il capo di accusa è pesantissimo, secondo Chinè Trentalange avrebbe coperto D'Onofrio: stranamente, questa volta la Procura Figc ha fatto uscire tutto, quando di solito è piuttosto stringata nei casi di chiusa inchiesta. Chinè deve ancora sentire Trentalange, poi ci saranno i deferimenti, poi i processi... E se l'ex arbitro torinese non molla, la vicenda potrebbe trascinarsi per mesi, sino ai tribunali amministrativi.
Il n.1 dell'Aia ha espresso "stupore e amarezza del contenuto della comunicazione inerente la chiusura dell'istruttoria...". Non tira una buona aria nel mondo degli arbitri: Trentalange ha sbagliato a delegare troppo al suo vice Duccio Baglioni, ma lui è uomo che cura più gli aspetti tecnici di quelli politici. Ma bisognerà vedere nel caso specifico quali sono le sue reali responsabilità. Insomma, una vicenda che ha ancora troppi contorni misteriosi: possibile che nessuno sapesse niente su chi era D'Onofrio e cosa facesse? Insomma, una vicenda che potrebbe non concludersi lunedì prossimo in consiglio federale.
https://www.repubblica.it/rubriche/spyc ... ef=pay_amp-- lun dic 12, 2022 2:10 pm --
Caso D'Onofrio, i legali di Trentalange: 'Non ci sono i presupposti per il commissariamento dell'Aia'
Non ci sono i presupposti per un commissariamento dell'AIA. E' la tesi degli avvocati di Alfredo Trentalange, a seguito dell'avviso di chiusura indagini sul caso D'Onofrio recapitato al presidente dell'Associazione Italiana Arbitri da parte della Procura federale della Figc.
Paolo Gallinelli, Bernardo Giorgio Mattarella (figlio del Presidente della Repubblica) e Avilio Presutti hanno spiegato a LaPresse: "Non vi sono i presupposti per un commissariamento dell'Aia. I fatti unilateralmente ipotizzati dalla Procura (ancora tutti da verificare in contraddittorio) non riguardano infatti l'Aia in generale ma soltanto le modalità di nomina dei membri del sistema di giustizia sportiva. Per escludere la legittimità di un commissariamento, è allora assorbente il dato che nel Consiglio Federale del 15 novembre scorso, è stata già assunta una misura ad hoc, consistente nella trasmigrazione del sistema di giustizia sotto la tutela FIGC".
Gli avvocati proseguono sottolineando che "siamo in attesa di comunicazioni in merito all'audizione del nostro assistito, non possiamo nemmeno ipotizzare se sarà prima o dopo il prossimo consiglio federale del 19 dicembre, ma possiamo già esprimere un nostro parere in merito al prospettato commissariamento dell'Aia".
https://m.calciomercato.com/news/caso-d ... osti-25670-- lun dic 12, 2022 2:13 pm --
Ma difendono Trentalange o l’intera AIA? Non capisco.