marblearch ha scritto:Abbiamo ora la sentenza su ciò che ci era chiaro da tempo.
Non ci sono trionfalismi da fare, perchè a una persona perbene è stato tolto non solo una carica, ma la serenità.
La farlocca teoria della " responsabilità politica" non vale. Nei posti di comando ci sono responsabilità e basta. Ed è per questo che siamo giudicati e condannati.
Sono prima di tutto contento per l 'Uomo.
Per il resto, ognuno si faccia le sue idee.
Grazie al cielo, le scelte fatte sono state razionali e ponderate, evitando la sciagurata idea di in Commissariamento che voleva solo chi voleva male all 'AIA.
lahir ha scritto:Quando quel sabato mattina lessi la notizia sulla Gazzetta dello Sport saltai sulla sedia e, purtroppo, misi subito mano alla forca. Non posso che guardare con amarezza al mio atteggiamento iniziale, atteggiamento che mi ha portato anche ad essere irrispettoso verso utenti di questo forum (in particolare verso marbleach e observer, ai quali rinnovo ancora le mie sentite scuse, nella speranza, non scontata, che vengano accettate).
Tuttavia, col passare del tempo fortunatamente ha prevalso in me lo spirito garantista che mi ha portato ad essere più attendista e a non indicare a priori dei colpevoli. Le sentenze hanno parlato e si rispettano.
Dal punto di vista della vicenda in generale, io credo che se da un lato è stata restituita l'onorabilità a Trentalange (ma a che prezzo!), dall'altro ritengo che ci sia stato comunque un vulnus. Tale vulnus è ciò che è stato chiamato "responsabilità politica".
Mi spiego, RDO non è piovuto dal cielo e la sua gestione non è stata brillante (abbiamo appreso che qualche campanello d'allarme sulla competenza dell'ex procuratore c'era, eppure si è stati un po' ciechi e per dirne una è stato premiato). Il secondo errore, a mio avviso, è stata la gestione un po' pasticciata dell'immediato post notizia.
Come è stato giustamente detto prima, la responsabilità politica si affronta nelle sedi politiche; orbene Trentalange avrebbe forse potuto dimettersi subito, consegnare il suo mandato nelle mani dei presidenti e chiedere loro la fiducia, ripresentandosi all'elezione. Ne sarebbe forse uscito ancora più forte. Però ormai, col senno di poi sono bravi tutti a parlare...
Sono felice, infine, per l'assoluzione, resta però l'amaro di una vicenda veramente assurda.
bracco75 ha scritto:Mi cito:
mar feb 14, 2023 3:37 pm
" Da avvocato, con un pò di esperienza anche nel settore della Giustizia domestica, e da vecchio associato/innamorato, invito tutti a scindere i giudizi. Il mio parere è:
1)giuridicamente, attendo l'esito delle indagini, del processo e delle varie fasi dello stesso. Umanamente mi auguro che Trentalange ne venga fuori pulito, ovviamente non ho elementi per giudicare e resto fiduciosamente in attesa delle determinazioni dei giudicanti.
2)eticamente, perchè il profilo etico è molto importante, almeno per la mia idea di Aia, questo CN appartiene ormai al passato, e spero di non rivederlo più tanto è il discredito che gli eventi degli ultimi mesi hanno gettato sull'immagine dell'associazione.
Così come non condivido gli attacchi "a prescindere", allo stesso modo le difese speciose e un pò ipocrite, salomoniche, pilatesche, lascino il tempo che trovano.
Per essere chiaro, mi auguro che Trentalange sia assolto. Ma ciò non cambia di una virgola il mio giudizio politico ed etico sulla vicenda, che è estremamente negativo"
E ribadisco.
marblearch ha scritto:Napisan....le omissioni.
Forse sta qui il ragionamento da fare oppure non si capisce che la sentenza ha certificato ...le non omissioni ?
-- gio apr 27, 2023 6:55 pm --
La cosa che mi lascia di stucco è che credete di avere chiara la situazione, che si basa su 7 capi di accusa della Procura federale ( dato che è su questo che vi " abbeverate " con le vostre certezze ( le omissioni...i fatti compiuti...) quando già in primo grado 5 capi e mezzo son stati smontati e in secondo, pure quelli.
Observer ha scritto:
napisan, le responsabilità politiche si gestiscono in sedi politiche.
se una persona ritiene di doversi dimettere, lo fa.
se non lo fa, alla prima tornata elettorale risponderà dei propri comportamenti.
non si prende un presidente dell'aia e lo si appende per i piedi, per poi assolverlo per poter poi dire di fronte alla giustizia: ma si ... ad maiora ... abbiamo scherzato!
e adesso chi gliela rende a Alfredo (fino alle prossime elezioni) la posizione e la presidenza di cui è stato ingiustamente privato?
napisan ha scritto:La sentenza, almeno per ora, e fino a pubblicazione delle motivazioni, non certifica nulla.
Ma quando anche lo certificasse, significherebbe che la telefonata a Sandroni, probabilmente prescritta per motivi cronologici, non rileva ai fini di una sanzione sportiva. Non che la telefonata non sia stata eticamente censurabile. Per di più se proveniente proprio da chi sulla etica e umanizzazione ci aveva fatto un marchio di fabbrica.
Potrebbe certificare che la responsabilità dei rimborsi era di Donisi, ma non significherebbe che non si sono usati due pesi e due misure dopo che era stato aperto il vaso di pandora della Can su segnalazione anonima, mentre per i dirigenti non era stata utilizzata (dopo quella scoperta) nessuna cautela o verifica.
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