Ecco il commento del Responsabile del SGS del Gallipoli in merito alla vicenda:
"Quanto verificatosi sabato scorso in occasione della gara Gallipoli-Palermo, valida per il Campionato Nazionale Primavera, durante la quale un nostro tesserato, per motivi tutti ancora da comprendere, ha aggredito l’assistente dell’arbitro, sono a ribadire la mia più profonda costernazione sia in qualità di Responsabile del Settore Giovanile del Gallipoli Calcio che di educatore.
In tutti questi mesi, sin dal momento del nostro subentro gestionale a campionato in corso, ho chiesto ai ragazzi di tutte e tre le categorie che ho avuto l’onere e l’onore di coordinare, di essere prima di tutto uomini rispettosi delle regole e delle decisioni e dopo, soltanto dopo, atleti in grado di sprigionare le proprie qualità e il proprio talento nelle fasi di gioco.
Pur nella tristezza di una situazione difficile come quella che si è venuta a creare sabato scorso, non posso non ritenermi soddisfatto degli obiettivi fino ad ora raggiunti: le ammonizioni e le squalifiche a nostro carico si contano sulle dita di una mano, le contestazioni alle decisioni arbitrali per lo più nulle o inesistenti. Non può un episodio, sia pur grave, inficiare un comportamento sempre impeccabile e che tale deve continuare a rimanere, poiché come ho sempre detto la nostra funzione di coordinatori del Settore Giovanile è, innanzitutto, una funzione educativa e pedagogica.
Auspichiamo pertanto una ponderata clemenza da parte degli organi giudicanti nella certezza che nelle loro sagge valutazioni sapranno considerare il rispetto più assoluto che fino ad ora i nostri ragazzi hanno dimostrato nei confronti di tutte le terne arbitrali che garantiscono con il loro impegno e la loro capacità il regolare svolgimento di quello che è e resterà sempre il più bel gioco del mondo.
Per finire posso farmi garante dinanzi a tutti dello stato di rammarico del giovane che è sinceramente scioccato per l’accaduto e al quale, nel rispetto delle sanzioni che verranno comminate, abbiamo il dovere morale di garantire il nostro affetto, la nostra vicinanza e la speranza di un impegno più umanamente proficuo sul campo di gioco."
A voi tutti i commenti.
-- mer apr 21, 2010 3:07 pm --
Io mi chiedo una sola cosa:
Cosa ha spinto un ragazzo di 17 anni, ad aggredire una persona che potrebbe essere suo padre ?
Tutto questo ovviamente è colpa dei genitori che insultano l' arbitro, e il loro figlio gli ha voluti "accontentare".
